Lunedì 6 ottobre 2008 è stata annunciata l’assegnazione del premio Nobel per la Medicina. Tra i premiati, per la scoperta del virus HIV, c’è il Professor Luc Montagnier. Luc Montagnier è lo scienziato che attorno al 1983 ha condotto le ricerche che portarono all’isolamento del virus in questione, denominato inizialmente LAV, da pazienti colpiti da immunodeficienza (il famoso AIDS).
Partiamo da un presupposto: il Prof. Montagnier è sicuramente un personaggio indiscutibile dal punto di vista scientifico, viste le sue pionieristiche ricerche riguardanti i retrovirus (gruppo di virus di cui fa parte anche l’HIV), di molto antecedenti la scoperta; inoltre, dalle sue dichiarazioni e dal suo comportamento emerge sicuramente una buona fede scientifica, nel senso che la sua convinzione dell’HIV come causa dell’AIDS sembra essere sincera. Certo è che, ovviamente, dall’isolamento del virus in poi, credo che le tasche del Professore si siano gonfiate, e non di poco: brevetti sui test clinici, collaborazioni con cause farmaceutiche, conferenze in giro per il mondo, ecc…
Dell’ipotesi ufficiale HIV/AIDS ormai si sa tutto: l’HIV è un virus che infetta i linfociti T helper umani, causandone la morte, e portando all’insorgere dell’AIDS, la sindrome da immunodeficienza acquisita. Questa teoria è accettata da tutti, sponsorizzata dai media, e scientificamente comprovata. Forse…
Forse. Perchè al mondo non tutti sono mentalmente malleabili, e per fortuna ci sono alcuni barlumi di follia che girano. Anche (e soprattutto…) nel mondo scientifico. Infatti, la teoria HIV/AIDS è non solo messa in dubbio, ma fortemente rifiutata (con argomenti precisi e scientificamente validi) da un gruppo neanche tanto ristretto di ricercatori di vari campi; capitanati dal Prof. Peter Duesberg.
Il Prof. Duesberg non è il primo pirla che vuole farsi pubblicità. Anch’esso è un pioniere delle ricerche virali, colui che ha isolato e caratterizzato il primo retrovirus. Attualmente sta svolgendo ricerche altrettanto importanti nel campo dei tumori, ed è stato più volte nominato per il premio Nobel. La teoria sostenuta da Peter Duesberg va contro quella ufficiale, assumendo un mancanza di correlazione tra virus e malattia. La causa dell’AIDS, secondo Duesberg, non sarebbe né virale, né infettiva, ma derivante dall’utilizzo massiccio di droghe inalanti; il tutto condito da cattive abitudini di vita e da particolari fattori ambientali. Nota: Duesberg non nega né l’esistenza del virus (che però considera innocuo), né l’esistenza della malattia. Non mi dilungo in proposito, ma vi consiglio la lettura del suo libro, ‘AIDS: il virus inventato’, scritto in modo chiaro anche per i non addetti ai lavori. Da persona inserita nel campo, l’ho trovato molto interessante, e soprattutto sconcertante.. I dubbi effettivamente mi sono venuti, e parecchio, tanto da farmi propendere più per la teoria di Duesberg che per quella ufficiale.. Ci sono diverse lacune nella teoria HIV/AIDS, a partire dall’incubazione del virus, fino all’epidemiologia stessa della malattia. Ad ogni modo, indipendentemente da che parte ci si vuole schierare, è abbastanza chiara la disparità di trattamento. Chi ha mai sentito parlare di Duesberg, se non qualcuno che si è per caso imbattuto nel suo nome interessandosi all’argomento (come il sottoscritto)? Magari è solo un bravo scienziato con la capacità di vendere bene le sue teorie, e chi lo segue ha voglia di pubblicità o è un credulone (me compreso). Ma magari ha ragione.. Da notare che uno dei più importanti sostenitori della teoria di Duesberg è Kary B. Mullins, eccentrico e geniale scienziato che nella sua vita sregolata e libertina è comunque riuscito a farsi assegnare un Nobel. E per qualcosa di veramente geniale, che ha rivoluzionato completamente la ricerca scientifica; la PCR.. Non mi dilungo. Certo è che questo gruppo di ricercatori meriterebbe sicuramente un po’ più di visibilità, se non altro per una analisi serena e corretta del problema.
Tornando all’argomento principale, questo Nobel proprio non mi va giù, al di là della teoria-Duesberg. L’HIV è stato al centro di uno dei più grandi tentativi di truffa scientifica della storia. Poco dopo l’isolamento del virus da parte di Montagnier, salì alla ribalta il Dottor Robert Gallo. Brevemente, questo ricercatore americano annunciò di aver isolato un virus simile a quello di Montagnier da pazienti affetti da AIDS, e cominciò una collaborazione con il francese, facendosi spedire da questo dei campioni di virus per analizzare le differenze tra di essi. Dopo varie pubblicazioni del gruppo di Gallo su prestigiose riviste scientifiche internazionali, Montagnier perse la pazienza ed accusò pubblicamente Gallo di avergli rubato il virus. Gallo affermava invece di essere lui il vero padre dell’HIV. Ma in effetti, un’indagine successiva confermò il tutto, che si risolte con le pubbliche scuse di Gallo. Il quale, nonostante il comportamento ‘poco scientifico’ (per usare un eufemismo…), non fu rimosso dall’incarico, probabilmente per le sue protezioni prestigiose all’interno dell’NIH (National Institute of Health, l’organo di salute pubblica americano). Da notare che il potere dell’NIH viene fuori anche dalle dichiarazioni post-Nobel di Montagnier, il quale si dice ‘rammaricato per la mancata co-assegnazione del premio al mio amico e collega Robert Gallo’. Io odierei a morte chi vuole ciularmi la scoperta, magari i francesi sono più magnanimi…
L’altra schifezza incredibilmente mai accennata è che il virus venne indicato come causa della malattia prima ancora che qualsiasi lavoro scientifico in merito venisse pubblicato! La conferenza stampa venne tenuta agli NIH dal benemerito Robert Gallo, che affermò senza ombra di dubbio la correlazione HIV-AIDS. La cosa più sconcertante è che nessuno degli scienziati dell’epoca obiettò mai questa teoria, prendendola come oro colato fin dall’inizio, e giocando con la salute dei pazienti. La potenza degli NIH in quel caso probabilmente coprì ogni possibile critica e mise in moto una macchina le cui dimensioni sono sotto l’occhio di tutti anche oggi. E gli scienziati si buttarono a capofitto sullo studio del virus, facendo la fortuna di chi possedeva i brevetti per test clinici e di laboratorio (Indovinate chi? Gallo, Montagnier, NIH.. Il cerchio si chiude..).
A tal proposito, un’ultima riflessione finale. Pensateci un attimo. Miliardi e miliardi di dollari/euro sono spesi ogni anno per prevenzione ed informazione sull’HIV. E qual è l’unico risultato (stando ai dati dell’NIH…)? Che la diffusione della malattia continua ad aumentare. Ogni anno migliaia di ricercatori, tra cui molti gruppi all’avanguardia, spendono cifre da capogiro e lavorano in massa, collaborando tra loro, per lo studio del virus. Da 25 anni a questa parte, finanziamenti pubblici e privati a mille zeri sono piovuti sulla ricerca per trovare una cura alla malattia e capire meglio le caratteristiche del virus. E qual è il risultato visibile? Nessuno.. Nessun farmaco, nessun vaccino. Si sa ormai tutto del virus, ma non si capisce come agisca sul serio. Le cure messe in campo in questi anni, a partire dal famoso AZT, hanno fatto poco o nulla, se non addirittua peggiorare le condizioni dei malati. Sinceramente queste non mi sembrano osservazioni di poco conto, e mi fanno tenere in grande considerazione la versione data da Duesberg e colleghi.
Solo il futuro metterà chiarezza, ma temo che per un classico gioco di soldi e di potere mediatico la salute di buona parte dell’umanità sia stata considerata per tutti questi anni come un semplice modo per arricchirsi…